
Lo scorso anno, in occasione della 70ª Fiera del Tartufo di Moncalvo, abbiamo deciso di realizzare un progetto fotografico che raccontasse il tartufo bianco nella sua essenza più profonda, partendo dalla terra e arrivando fino alla tavola. Con il progetto A TRUE STORY, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Moncalvo, abbiamo voluto intrecciare i volti e le mani di chi ogni giorno dà vita a questa tradizione: i trifulau, i ristoratori, la comunità intera. È stato un viaggio nel cuore del Monferrato, tra nebbie, boschi, cucine e sorrisi, dove ogni scatto ha cercato di restituire la verità e la poesia nascosta dietro il profumo del tartufo.
Ho seguito da vicino alcuni dei Trifulau storici della zona, uomini che custodiscono una conoscenza antica e un rispetto profondo per la terra. Mi hanno accolto come un fratello, aprendomi non solo i loro boschi ma anche la loro vita. Un grazie sincero va a Luca Bevilacqua, detto “Gas”, insieme al suo inseparabile lagotto Lola; a Rosario Vapore con la fedelissima Ambra; a Adriano Rivale e il suo Gippo; a Aldo Guarnero, conosciuto da tutti come “Aldone” – e non serve spiegare il perché – con la sua bellissima Ledy; e a Fabrizio Calvo, affiancato dal più intelligente cane da tartufi che abbia mai visto, Raschio. Con loro ho camminato nei boschi all’alba e di notte, nel silenzio interrotto solo dal respiro dei cani e dal profumo della terra smossa.
Il racconto si è poi spostato nel cuore della Fiera, durante le due domeniche in cui Moncalvo si riempie di vita, profumi e storie. Le piazze colme di visitatori, le mani che scelgono, le voci dei produttori, i volti curiosi di chi scopre per la prima volta il tartufo bianco: tutto questo è diventato parte del mio obiettivo. È in quei giorni che ho capito quanto la Fiera del Tartufo non sia solo un evento, ma un rito collettivo che unisce una comunità intera attorno a un simbolo di identità e di orgoglio.
A completare questo percorso, ho voluto raccontare anche il tartufo in cucina, fotografando tre ristoranti di Moncalvo che rappresentano l’eccellenza culinaria del paese. Sonia e Domenico del ristorante Corona Reale, Fabio, Cinzia e Michela del ristorante Centrale, e Luca e Mikela dell’Osteria Aleramo mi hanno accolto nelle loro cucine con la stessa passione che mettono nei loro piatti. Attraverso i loro gesti, la cura dei dettagli, il rispetto per la materia prima, ho visto come il tartufo riesca a trasformarsi da frutto della terra a esperienza sensoriale, capace di raccontare il territorio con la lingua universale del gusto.
Con A TRUE STORY abbiamo voluto creare non solo un racconto, ma un vero e proprio archivio storico di contenuti fotografici per il Comune di Moncalvo e per tutta la popolazione. Qualcosa di prezioso, che resterà nel tempo come testimonianza di un patrimonio culturale e umano che rischiava di perdersi. Le ultime immagini che documentavano la Fiera con criterio e profondità risalivano agli anni ’70 e ’80, scatti in bianco e nero o in analogico realizzati da uno dei grandi fotografi di Moncalvo, Verdelli, che con il suo sguardo straordinario seppe raccontare la vita del paese. Anche allora, però, si trattava di immagini legate alle giornate di Fiera: mai nessuno aveva pensato di raccontare il dietro le quinte, di entrare nella quotidianità di chi vive con passione estrema questo mondo per portare sulle nostre tavole uno dei prodotti più pregiati che la terra possa offrire.
Questo progetto è stato possibile anche grazie alla fiducia e al sostegno del Sindaco Diego Musumeci, che ha sempre creduto nelle mie capacità di reporter, e che si è speso con convinzione perché l’idea prendesse forma.
A TRUE STORY è, prima di tutto, un atto d’amore per Moncalvo: per la sua gente, la sua storia e la sua bellezza autentica.
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